Storia

Storia di una speranza realizzata

La sensibilità e la competenza interdisciplinare di un gruppo di professionisti hanno permesso di dare alla sofferenza un volto più umano elaborando il progetto del 1° Hospice dell’Emilia Romagna.

Il 24 marzo 1997 si è costituita l’Associazione Madonna dell’Uliveto con l’obiettivo di offrire l’ospitalità assistita a 12 malati oncologici gravi e alle loro famiglie.

La Diocesi di Reggio Emilia, tramite la Parrocchia di Montericco di Albinea, ha concesso per 25 anni in uso gratuito gli edifici annessi alla Chiesa di Santa Maria dell’Oliveto.

Da quel momento è iniziata la raccolta dei fondi per la realizzazione del progetto, reso possibile sia dal sostegno concreto da parte di cittadini e istituzioni, sia dalla progettazione, con l’A.U.S.L. di Reggio Emilia, di un modello organizzativo e culturale innovativo che coinvolge un gruppo di Medici di Medicina Generale, in convenzione, per la gestione dell’Hospice.

Origine dell’idea

Oggi la nostra società sembra aver riservato solo alla nascita il compito di essere depositaria del mistero della vita, mentre la morte non ha spazio, né dignità, né valore se non come orribile negazione di tutto quanto è buono ai nostri occhi. Non si dovrebbe morire, ma siccome si muore lo stesso, almeno che non se ne parli, almeno si nascondano, al nostro sguardo, il tormento e la paura di chi muore. Invece chi muore ha diritto ad avere vicino sino alla fine chi ama, perché il dolore della separazione, la paura dell’ignoto, il rimpianto per quanto lascia incompiuto diventano meno angosciosi se le persone care possono farci coraggio e se noi possiamo fare coraggio a loro.

Riscoprire il volto umano della morte per ritrovare in essa dignità e compimento di ogni vita umana è stato l’orizzonte che ci siamo posti. Il suo raggiungimento è passato per la creazione di uno spazio di accoglienza e cura per alleviare il dolore e la sofferenza fisica, per sottrarre alla solitudine e all’abbandono le persone malate e i loro familiari.

Dall’idea alla realtà

Il gruppo iniziale, composto da professionisti di settori diversi ma accomunati dalla stessa sensibilità, passione e motivazione per realizzare il progetto, era formato da: don Giuseppe Bassissi, Michela Dall’Aglio, Pierantonio Magnani, Luigi Maramotti, Annamaria Marzi, Gabriella Schiatti, Mauro Severi, Maria Grazia Solimè, Antonio Zini.

La ricerca del luogo “giusto” è durata alcuni anni, date le particolari esigenze a cui doveva rispondere.
Questo luogo si è concretizzato nel complesso architettonico della Madonna dell’Uliveto, a Montericco di Albinea. La suggestiva bellezza del posto, l’esposizione favorevole del pendio in cui si trova e la sua vicinanza alla città rendono infatti il luogo particolarmente adatto al progetto di un hospice, che non offre soltanto assistenza sanitaria, ma una “cura attiva e globale” ai complessi bisogni psicosociali, spirituali e fisici dei malati, nonché un sostegno alle famiglie che li assistono.

La Diocesi di Reggio Emilia, tramite la parrocchia di Albinea, ha concesso per 25 anni in uso gratuito gli edifici annessi alla chiesa di Santa Maria dell’Uliveto.

Il 24 Marzo 1997 si è costituita l’Associazione Madonna dell’Uliveto con l’obiettivo di realizzare la ristrutturazione del fabbricato in funzione della nuova destinazione d’uso: l’ospitalità assistita di dodici ammalati oncologici in fase avanzata della malattia.

Da quel momento è iniziata la raccolta dei fondi.

L’integrazione tra pubblico e privato ha reso possibile la realizzazione dell’opera e questa stessa integrazione ha permesso, fin da subito, di offrire ai malati assistenza gratuita.

La Cooperativa no-profit Madonna dell’Uliveto, ha quindi firmato, il 20 Marzo 1998, una convenzione con l’A.U.S.L. di Reggio Emilia per la gestione della Casa. 

Ad essa si sono aggiunti i generosi contributi di Anna Zannoni e Gilda Rapaggi, ciascuna delle quali ha lasciato a noi tutti i risparmi della vita (308.000.000 di lire Anna, 150.000.000 e diversi mobili Gilda) proprio perché quest’opera potesse iniziare.

Anna era una volontaria AVO, Gilda un’insegnante di scienze del liceo cittadino. 
Il progetto dell’Hospice è nato dalla loro esperienza e dalla loro generosità, perché ad altri fosse dato ciò che loro, ammalate, avrebbero desiderato ricevere. 

Prima di iniziare concretamente i lavori, sono state fatte alcune visite agli Hospice presenti allora in Italia (Milano, Brescia, Aviano) e in Canada, a Toronto. In questo paese il movimento a sostegno degli Hospice vanta una tradizione trentennale, offrendo quindi un’esperienza di particolare interesse, sia per gli Hospice ospedalieri che per quelli territoriali, come è la Casa Madonna dell’Uliveto.

L’11 febbraio 1999, presso il Santuario della Beata Vergine di Lourdes, alla presenza del Vescovo, è stata firmata la pergamena di avvio dei lavori, coinvolgendo tutta la cittadinanza con una breve presentazione del progetto.

La conoscenza del progetto Hospice in città

Diverse iniziative ci hanno permesso di fare conoscere alla città il progetto della Casa Madonna dell’Uliveto.
Il 20 Marzo 1998, Maria Carla Sidoli ha ospitato con generosa amicizia nella Sala del Capitano del Popolo, presso l’Hotel Posta un convegno sul tema “Hospice: una risposta concreta ai bisogni dei malati di tumore. Una residenza assistita per i momenti difficili” in cui il progetto è stato illustrato nei suoi vari aspetti alla città.

Gli stessi concetti espressi nel convegno sono stati, poi, trasferiti in immagini grazie a Jeris Fochi della Mediavision di Reggio Emilia che ha realizzato un video, in collaborazione con il dott. Pierantonio Magnani, in cui ha saputo dire ciò che con le parole non era possibile: quanta angoscia e quanta paura circondano la malattia, come le cure palliative siano necessarie per alleviare il dolore e la sofferenza fisica, come l’Hospice volesse e potesse essere un luogo di cura e accoglienza integrale della persona ammalata e della sua famiglia.

A partire dal settembre 1999, il video è stato strumento importantissimo per diffondere la conoscenza del progetto Hospice in molte sedi diverse, dalle parrocchie ai diversi circoli cittadini.
Tutti hanno risposto con generosità e interesse e veramente si può dire che quest’opera è diventata progressivamente patrimonio di tutti, da tutti compresa e sostenuta in molteplici forme.

L’inaugurazione

Il giorno dopo l’annuncio alla città nella giornata di studio presso la Camera di Commercio, l’8 Dicembre 2000 finalmente si inaugura la Casa Madonna dell’Uliveto.

Poco dopo, il 7 marzo 2001, l’allora ministro della sanità prof. Umberto Veronesi, visita l’Hospice e scrive nel Visitor’s Book: “Con infinita ammirazione per un’opera che segna un sostanziale progresso di civiltà”.

Il 19 marzo 2001 il Comune di Albinea autorizza la Casa a iniziare la propria attività in seguito al parere favorevole dell’apposita commissione tecnica che ha valutato la presenza di tutti i requisiti necessari (tecnici, sanitari e organizzativi) previsti dalla legge istitutiva dei Centri Residenziali di Cure Palliative-Hospice.

Il 20 marzo entra il primo malato, Giulia, dimessa stabilizzata il 12 aprile.

Collaborazione con l’Università

Nel Marzo 2001 è stata stipulata una Convenzione con l’Università di Modena e Reggio per la realizzazione di tirocini guidati per studenti del Diploma Universitario per infermiere.
Vengono dedicate le prime tesi a temi inerenti le Cure Palliative e l’Hospice.

Le altre attività dell’Hospice

Sin dal Dicembre 2001 inizia la consuetudine di festeggiare il Natale insieme al monaco camaldolese Franco Mosconi, che presenta due riflessioni evangeliche che attengono a una visione positiva della vita.

All’iniziativa partecipano familiari dei pazienti, amici, benefattori e sostenitori dell’Hospice. 

A partire dall’Ottobre 2002, in collaborazione con l’Istituto di Musica e Liturgia di Reggio Emilia, è stata inaugurata una rassegna di concerti dal titolo “Phos hilaron” (luce gioiosa): è l’inizio di un antico inno greco che si cantava al tramonto, nel momento in cui si accendevano le lampade della sera.
Anche a sera può diffondersi la luce, ed è questo che la Casa vuole essere per tutti quelli che, a diverso titolo, vi entrano: un luogo in cui resta sempre accesa una luce di vita, di arte, di poesia, di cultura.

Nel febbraio 2004, col desiderio di promuovere la cultura della vita, la Fondazione Madonna dell’Uliveto sostiene la nascita della rivista HopeStrumento di riflessione sulle domande fondamentali dell’uomo e sui valori profondi della vita quotidiana, Hope prende vita dalla convinzione che il pensiero sia strumento indispensabile per la crescita consapevole di ogni uomo e donna.

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